Australia, da Sydney a Melbourne e dintorni

Quello che vi racconto è il mio progetto ed itinerario di viaggio alla scoperta delle bellezze della costa sud-orientale dell’Australia, ispirato dalla visione di alcuni documentari. Da Botany Bay a Sydney, da Melbourne a Port Campbell, passando per la Great Pacific Road e gli spettacolari faraglioni. Attraverseremo la costa del Nuovo Galles del Sud e di Victoria in un viaggio tra meraviglie naturalistiche e paesaggi incantevoli.

Sydney
Melbourne

Sydney è la più popolosa città del continente Oceania; moderna e con uno skyline da far invidia a New York, è collocata all’interno di un’insenatura che il capitano James Cook, nel 1770, chiamò Port Jackson, prima di proseguire la sua esplorazione verso nord.  Il nucleo storico della città fu abitato, per almeno 45000 anni, da diverse tribù aborigene; l’urbanizzazione ha cancellato la maggior parte delle tracce di queste insediamenti, ma nell’Australian Museum vi sono molti oggetti di uso quotidiano ed artistico che aiutano a ricostruire il passato di queste popolazioni. Il principale simbolo di Sydney è l’Harbor Bridge, un ponte ad arco fatto di 5 milioni di rivetti  e 53000 tonnellate di acciaio, assemblati da 1000 uomini che vi lavorarono senza misure di sicurezza, alla fine degli anni Venti del Novecento. Altro simbolo è Opera House, il teatro dell’opera, con la sua originale architettura.

Sydney
Sydney Harbour Bridge
Port Jackson
Sydney costa di arenaria

A Balmain, a pochi km a ovest di Sydney, si trova una piscina naturale, la piscina di marea più antica d’Australia, dove l’acqua entra ed esce in base alle maree.

Balmain piscina naturale
Balmain piscina naturale

A 22 km a sud di Sydney si trova Botany Bay, una bella baia ed un porto molto vivace.

Lasciamo la regione del Nuovo Galles del Sud per raggiungere Melbourne e la regione Victoria. Melbourne è la seconda città più popolosa d’Australia ed è rinomata per il suo design urbano e per il panorama artistico. Una delle attrazioni storiche della città è la spiaggia cittadina che si affaccia sulla Port Philip Bay con le sue colorate cabine.

Melbourne
Melbourne
Melbourne spiaggia
Port Philip Bay cabine sulla spiaggia di Melbourne

Port Philip Bay, dove si affaccia Melbourne, è la baia più grande dell’emisfero australe; è un ampio bacino con acqua che, al massimo, raggiunge i 24 metri di profondità.

Port Philip Bay
Port Philip Bay cabine sulla spiaggia di Melbourne

Lasciata Melbourne, andando verso ovest, si incontra uno dei tratti di costa più spettacolari e pericolosi al mondo, la Shipwreck Coast, ovvero costa dei naufragi, dominata da venti impetuosi, forti correnti oceaniche e onde violente. Queste onde violente, però, piacciono ai surfisti, tant’è che a Bells Beach, ogni anno, i migliori surfisti di tutti i paesi del mondo, si riuniscono e competono per suonare la campana del trofeo del migliore saltatore di onde.

Shipwreck coast
Shipwreck coast
Bells Beach surfisti
Bells Beach

Poco prima di Bells Beach, inizia la panoramica Great Ocean Road che ci porterà fino a Port Campbell e al Parco Nazionale Marino dei 12 Apostoli, per offrirci uno dei panorami più spettacolari d’Australia.  La Great Ocean Road è costruita a ridosso della costa ed offre una vista mozzafiato. Questa bella litoranea fu costruita a partire dal 1919, nel 1922 venne aperta la prima tratta con pedaggio, ma nel 1936 divenne statale senza pedaggio; è lunga 243 km.

Great Ocean Road
12 Apostles Marine National Park

Prima di giungere alla meta del Parco marino dei 12 Apostoli, fermiamoci a Cape Otway. Qui, nel 1848, fu costruito un faro da cui gli immigrati avvisavano in patria di essere finalmente arrivati a destinazione, dopo mesi di navigazione, spesso turbolenta; a parte questo, si gode di un bel panorama.

Cape Otway
Cape Otway

Finalmente arriviamo al Parco Nazionale Marino di Port Campbell o dei 12 Apostoli, un luogo straordinario dove, per milioni di anni, l’erosione ha plasmato i depositi più morbidi degli strati inferiori del calcare delle rocce costiere, formando cavità che, nel corso del tempo, sono diventate grotte. Le grotte sono diventate archi, ma poi alcuni archi sono crollati, lasciando le spettacolari strutture che oggi possiamo ammirare e conosciute come faraglioni. Quando fu creato il parco erano 12 i faraglioni, o apostoli come li chiamano qui, ma oggi ne restano 7, gli altri sono crollati; nel giro di qualche centinaio d’anni, altri si formeranno e altri crolleranno sotto l’azione erosiva del mare.

12 Apostles Marine National Park
Parco Nazionale di Port Campbell

Buona vacanza!

Cinzia Malaguti

Videografia: video documentari Coast Australia su Rai Play

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: